Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia riguarda l’equilibrio tra i poteri dello Stato e l’autonomia della magistratura. Per questo la società civile si mobilita per difendere la Costituzione e dire NO al referendum.
Deputato indipendente per Sinistra ecologia e libertà, presidente del Comitato tecnico scientifico della Scuola del sociale della Provincia di Roma. È stato tra gli ideatori e fondatori della campagna Sbilanciamoci! ha scritto “Le amiguità degli aiuti umanitari” (Feltrinelli 2002) e, con Mario Pianta, “Sbilanciamo l’economia” in corso di pubblicazione (Laterza 2013)
Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia riguarda l’equilibrio tra i poteri dello Stato e l’autonomia della magistratura. Per questo la società civile si mobilita per difendere la Costituzione e dire NO al referendum.
Con Stefano Kovac scompare uno dei protagonisti del lavoro per la solidarietà in ex Jugoslavia. Fondatore e poi direttore dell’ICS-Consorzio Italiano di Solidarietà, negli ultimi anni presidente dell’Arci Liguria, fu tra gli organizzatori delle giornate del Forum sociale di Genova 2001.
Durante le tappe della carovana per un’economia di pace, da Bologna a Messina a Cuneo, è emersa tutta l’inadeguatezza della legge di bilancio che il governo Meloni ha approntato. Il 4 dicembre presenteremo al Senato la nostra controproposta, elaborata con i contributi delle associazioni della società civile.
Come abbiamo detto in audizione parlamentare, quella del governo è una legge di bilancio modesta e sbagliata, che condona gli evasori, grazia le grandi ricchezze, fa elemosine sociali e aumenta le spese militari. Ciò che serve, invece, è un’economia di pace, quella proposta da Sbilanciamoci! nella controfinanziaria che presenteremo il prossimo 4 dicembre.
L’abbordaggio alla Sumud Flotilla è un atto di pirateria internazionale. E la premier Meloni invece di prendersela con Netanyahu, colpevole di genocidio, se la prende con gli attivisti che vogliono portare aiuti alla popolazione di Gaza. Mobilitiamoci da stasera alla manifestazione di sabato, passando per lo sciopero generale di venerdì.
A Gaza è stato passato ogni limite. Chi non fa nulla è complice. Lo è l’Unione europea, lo è l’Italia del governo Meloni. Chi si batte per porre fine all’eccidio di Gaza – qualunque sigla associativa o sindacale – merita il nostro appoggio: è l’ora della mobilitazione permanente.
Francesco Vignarca, Giulio Marcon
7 Settembre 2025 | Sezione: Campagna Sbilanciamoci!, Politica, primo piano, SocietàDa L’Altra Cernobbio. L’obiettivo di una Italia e una Europa nonviolenta è stato l’oggetto di un dibattito e un confronto condotto da circa 300 attivisti ed esponenti delle principali organizzazioni e reti della società civile e del mondo del lavoro.
Ci aspetta un autunno pieno di incognite e di rischi, dagli effetti dei dazi di Trump ai pazzeschi programmi di riarmo, fino all’inazione di fronte ai catastrofici cambiamenti climatici. Abbiamo un calendario fitto di appuntamenti per fronteggiare tutto ciò mobilitando le energie migliori e suscitare un movimento largo e unitario.
I tecnici stanno già lavorando alla prossima legge di bilancio che dovrà recuperare 11,2 miliardi per il Patto di stabilità e aumentare ancora le spese militari per ReArm Europe e Nato. Cosa resterà per la sanità, la scuola, il welfare? Il 5 e 6 settembre Sbilanciamoci! e Rete Pace e Disarmo con l ‘Altra Cernobbio […]
Lettere da New York di Renzo Sabatini, edito da Ensemble, con la sua scrittura sobria ed empatia ci restituisce piccoli affreschi di un’America trumpiana vista con gli occhi degli ultimi, dei diseredati ma anche delle spinte ancora vitali di una società in grave crisi.
