Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia riguarda l’equilibrio tra i poteri dello Stato e l’autonomia della magistratura. Per questo la società civile si mobilita per difendere la Costituzione e dire NO al referendum.
Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia riguarda l’equilibrio tra i poteri dello Stato e l’autonomia della magistratura. Per questo la società civile si mobilita per difendere la Costituzione e dire NO al referendum.
Durante le tappe della carovana per un’economia di pace, da Bologna a Messina a Cuneo, è emersa tutta l’inadeguatezza della legge di bilancio che il governo Meloni ha approntato. Il 4 dicembre presenteremo al Senato la nostra controproposta, elaborata con i contributi delle associazioni della società civile.
Come abbiamo detto in audizione parlamentare, quella del governo è una legge di bilancio modesta e sbagliata, che condona gli evasori, grazia le grandi ricchezze, fa elemosine sociali e aumenta le spese militari. Ciò che serve, invece, è un’economia di pace, quella proposta da Sbilanciamoci! nella controfinanziaria che presenteremo il prossimo 4 dicembre.
Il documento strategico della Commissione prevede 6.800 miliardi di euro entro il 2035 di spesa militare, la metà in armi, a carico degli Stati. Per convincere le opinioni pubbliche il piano cambia ancora nome, si chiamerà Preserving Peace. Non porterà sicurezza ma più instabilità, oltre a meno soldi per sanità, istruzione e riconversione ecologica.
L’abbordaggio alla Sumud Flotilla è un atto di pirateria internazionale. E la premier Meloni invece di prendersela con Netanyahu, colpevole di genocidio, se la prende con gli attivisti che vogliono portare aiuti alla popolazione di Gaza. Mobilitiamoci da stasera alla manifestazione di sabato, passando per lo sciopero generale di venerdì.
A Gaza è stato passato ogni limite. Chi non fa nulla è complice. Lo è l’Unione europea, lo è l’Italia del governo Meloni. Chi si batte per porre fine all’eccidio di Gaza – qualunque sigla associativa o sindacale – merita il nostro appoggio: è l’ora della mobilitazione permanente.
Ci aspetta un autunno pieno di incognite e di rischi, dagli effetti dei dazi di Trump ai pazzeschi programmi di riarmo, fino all’inazione di fronte ai catastrofici cambiamenti climatici. Abbiamo un calendario fitto di appuntamenti per fronteggiare tutto ciò mobilitando le energie migliori e suscitare un movimento largo e unitario.
I tecnici stanno già lavorando alla prossima legge di bilancio che dovrà recuperare 11,2 miliardi per il Patto di stabilità e aumentare ancora le spese militari per ReArm Europe e Nato. Cosa resterà per la sanità, la scuola, il welfare? Il 5 e 6 settembre Sbilanciamoci! e Rete Pace e Disarmo con l ‘Altra Cernobbio […]
Oggi la mobilitazione contro le guerre e il riarmo è centrale. Dobbiamo allargare il campo il più possibile in una visione “orizzontale” della mobilitazione (e della sua gestione) che ha bisogno di essere diffusa in “case comuni”. Inoltre la costruzione di una cultura politica deve essere capace di innervare la protesta in proposta.
Che fosse un’impresa difficilissima lo sapevamo tutti: il quorum ai referendum era una montagna altissima da scalare. Non ce l’abbiamo fatta, ma 14 milioni di persone sono andate a votare su quesiti importanti. Le critiche che arrivano anche da sinistra e che parlano di sconfitta sono ingenerose e politiciste.
