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I magnati del filantrocapitalismo e i loro profitti

Lunedì 1 marzo, dalle 20.30, dibattito online sul filantrocapitalismo che vuole orientare lo sviluppo mondiale nel dopo pandemia. Ne parleranno Giulio Marcon, portavoce della Campagna Sbilanciamoci!, e Nicoletta Dentico, esperta di salute e cooperazione internazionale.

“Filantrocapitalismo, ovvero la beneficienza dei Paperoni, tra visioni umanitarie, ideologia, propaganda, diseguaglianze, lotta alla povertà, salute collettiva, controllo dei mercati, neocolonialismo, globalizzazione”. È questo il tema della discussione online che si terrà il 1° marzo alle ore 20.30 sulle piattaforme Facebook e YouTube tra il portavoce della Campagna Sbilanciamoci! Giulio Marcon e Nicoletta Dentico, esperta di politiche sanitarie, cooperazione e diritti umani, direttrice del programma di salute globale della Society for International Development e autrice del libro “Ricchi e buoni? Le trame oscure del filantrocapitalismo” (Emi, 2020), di cui ci ha raccontato qualche mese fa, all’uscita del libro.

Cosa è il filantrocapitalismo? “È l’estensione dell’attività imprenditoriale con altri mezzi portata avanti da chi si è arricchito con la globalizzazione, i brevetti, l’elusione fiscale o le posizioni di monopolio”, afferma Nicoletta Dentico nel suo documentatissimo libro. I filantrocapitalisti come Mark Zuckerberg, Bill Clinton, Bill Gates – spiega Dentico – fanno parte dell’élite dell’1% che si è arricchita grazie a posizioni monopolistiche nei vari settori d’intervento: ora si propongono di creare nuovi mercati nei paesi poveri o a medio reddito grazie a un potere di condizionamento nei confronti delle scelte dei governi e con un mix di investimenti pubblico-privati.

Il caso emblematico raccontato da Dentico è quello della fondazione Bill&Melinda Gates: ispirato dalla sua vocazione per le tecnologie e dal tema della salute, negli anni Novanta il filantropo di Seattle ha iniziato a creare partnership pubblico-private per la ricerca e produzione di vaccini, in particolare per le malattie che colpiscono i poveri della Terra, le cosiddette poverty-related diseases. Tra le sue principali iniziative c’è la Global Alliance for Vaccine Immunization (Gavi), che è la più importante iniziativa pubblico-privata sulla produzione di vaccini nel mondo, e la Coalition for Epidemic Preparedness Innovation (Cepi), nata nel 2017 dopo l’epidemia di ebola.

Ma lo stesso Bill Gates con il nuovo libro, la cui traduzione in italiano è fresca di stampa (“Le soluzioni di oggi, le sfide di domani”, edito da La Nave di Teseo, 2021), spiega come grazie al suo fondo privato Breakthrough Energy Ventures si propone di intervenire con la stessa impostazione anche nel settore della transizione energetica, finanziando progetti per mega batterie per lo stoccaggio di energia pulita, per produrre cemento e acciaio a basso impatto ambientale e altri progetti sperimentali come realizzare cibi sintetici. Tutto ciò, come ha ribadito in una recente intervista, con l’obiettivo di portare le innovazioni ai paesi e alle popolazioni a medio e basso reddito. E ha anche ribadito che “come per la sanità, sarà richiesta una stretta collaborazione tra governi e settori privati”, sapendo che “la rivoluzione verde implicherà un ruolo maggiore del governo”, ovvero dello Stato con giganteschi investimenti nella ricerca e, naturalmente, generose agevolazioni fiscali ai privati che collaborano.

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