Oltre agli effetti economici, la corsa al riarmo avrà un impatto disastroso sull’ambiente e sulla salute umana, come conferma uno studio dell’ong Climate Action. L’Oms: migliaia le vittime civili delle emissioni militari.
Oltre agli effetti economici, la corsa al riarmo avrà un impatto disastroso sull’ambiente e sulla salute umana, come conferma uno studio dell’ong Climate Action. L’Oms: migliaia le vittime civili delle emissioni militari.
L’opzione “militare” del ponte, emersa con forza nel dibattito tecnico-politico da alcune settimane, è infondata, potenzialmente falsa e in prospettiva dannosa sotto il profilo sia erariale che della credibilità internazionale del Paese. Bocciata dall’esercito italiano e rigettata anche solo come ipotesi dall’Europa.
Il documento dell’Aia con 470 prescrizioni dà l’autorizzazione a produrre 6 milioni di tonnellate l’anno per 12 anni, ma la licenza è temporanea, gli enti locali sono contro, l’acquirente non c’è e lo stabilimento va in rovina. Serve un accordo per la riconversione. Da Peacelink.it
Nel pantano della trattativa sui dazi con Trump rischiano di finire le clausole ambientali e sociali al centro del Green Deal, anche quelle appena approvate e che orientano solo in Italia 271 miliardi per sostenere la decarbonizzazione e l’economia circolare. Come difenderle in sei passi.
Operaio e poi tecnico della Borletti, tra i fondatori dei Cub e di Avanguardia Operaia, passato in Democrazia Proletaria, quindi attivista ambientalista fino al referendum sull’acqua, Emilio ha sempre cercato di capire, studiare, per cercare soluzioni, contro ogni prepotenza sulle cose di tutti.
Eni has filed at least six defamation suits against journalists like Antonio Tricarico and NGOs like his ReCommon or Greenpeace since 2019 in what critics say is intimidation campaign. A coalition of NGOs including Reporters Without Borders and Transparency International awarded Eni the title of “Slapp addict of the year” for its defamation lawsuits. Da […]
Il riscaldamento globale accelera, aumentano di frequenza e intensità gli eventi estremi. Senza una reale de-carbonizzazione, nell’attuale business as usual, si fanno avanti progetti di geo ingegneria climatica per ridurre le emissioni di gas serra. Ne esaminiamo due.
Ciò che stupisce nelle appena svolte elezioni comunali a Ravenna è la pressoché totale marginalità nel dibattito pubblico del progetto Ravenna CCS, per uno dei più grandi hub europei di confinamento geologico della CO2, attraverso la iniezione del gas serra nei giacimenti di gas esausti dell’Adriatico.
Gli effetti nefasti del cambiamento climatico sono quotidianamente sotto gli occhi di tutti e ancora larga parte del settore economico ritiene la salvaguardia dell’ambiente come qualcosa di contrario alla crescita economica. Eppure, la transizione ecologica non solo è necessaria per tutelare gli ecosistemi, è anche economicamente vantaggiosa. La prefazione del libro “Rigenerare il pianeta”.
Il governo ora vuole approvare il progetto definitivo a giugno. Per farlo invoca gli Iropi, fantomatici “imperativi di prevalente interesse pubblico”. Tra questi, la logistica militare e di protezione civile tra Calabria e Sicilia. Ma sono argomenti risibili e non passeranno al vaglio di Bruxelles.
