Top menu

Una nuova alleanza è necessaria

Videointervista: Maurizio Landini, neo segretario della Cgil, incontra Giulio Marcon, portavoce di Sbilanciamoci! per parlare di politica e di una nuova unità del mondo del lavoro in alleanza con reti e movimenti.


“Contrattazione inclusiva”, chiede Landini, “piano per il lavoro e per gli investimenti” “nuova organizzazione sindacale e della rappresentanza che includa anche i precari ed estenda le tutele a tutti, perché nessuno deve essere lasciato solo. Si deve anche ricomporre una cultura dei diritti, senza guerra tra poveri”. È un discorso articolato su questi assi quello del nuovo segretario Cgil, Maurizio Landini, fresco di elezione e alla vigilia del suo battesimo del fuoco: la grande manifestazione unitaria, con Cisl e Uil, che sfilerà nel centro di Roma sabato 9 febbraio. Una manifestazione che, per Landini, segnerà un cambio di passo, addirittura una “nuova fase” politica e sociale in Italia. E proprio alla vigilia dell’appuntamento il segretario Cgil si è reso disponibile a confronto – un faccia-a-faccia videoregistrato da Sofia Basso – con il portavoce della campagna Sbilanciamoci! Giulio Marcon. I temi sono la piattaforma della mobilitazione e l’impostazione della segreteria uscita dal congresso di Bari di due settimane fa.

La prima domanda di Marcon è politica. Riguarda le aspettative che in un vasto mondo di associazionismo e di attivismo sociale, sindacale e politico, si caricano su questa nuova mobilitazione e fase del sindacato. “Ci si aspetta un segnale di impegno per il cambiamento, dopo che aver visto gli esiti di questo governo che pure si era posto come governo del cambiamento”, lo pungola il portavoce di Sbilanciamoci! Marcon.

“La manifestazione del 9 è stata preparata nei mesi non nei giorni scorsi – risponde il segretario Cgil – in particolare attraverso un confronto con le altre organizzazioni sindacali. Occorre ricostruire l’unità del mondo del lavoro, cogliendo il disagio e la rabbia sociale e dando una prospettiva di cambiamento”. Non però difendendo l’esistente o volendo tornare al passato “cogliendo le trasformazioni” che riguardano anche il lavoro su piattaforma digitale, “l’enorme questione salariale”, “il lavoro povero”, trovando soluzioni che riguardano un “nuovo welfare territoriale” e che non sono certo risolte da provvedimenti come ill Reddito di Cittadinanza varato dal governo “un provvedimento ibrido”, solo triennale e che crea nuove precarietà come quello dei Navigator e dà un ruolo centrale ai centri per l’impiego mentre “il lavoro si crea con gli investimenti non con in centri per l’impiego” e “bisogna anche capire su cosa investire, cosa si produce e con quale qualità”. E le adesioni alla manifestazione del 9 febbraio dalle indicazioni dei territori sono consistenti, “sembra che sia scattato un meccanismo di volerci essere, di partecipazione, in un momento in cui il governo non accetta di discutere con nessuno, né con il Parlamento e nemmeno con i sindacati”. Tanto che la piazza conclusiva è stata spostata da piazza del Popolo a San Giovanni. Ma dal problema delle delocalizzazioni, agli sconvolgimenti produttivi e occupazionali, servirà anche un livello di confronto europeo, “per rilanciare un’Europa fondata sui diritti”, perciò è già previsto un altro appuntamento, una mobilitazione a livello europeo di tutti i sindacati per il prossimo 26 aprile. Mantenendo “l’autonomia delle organizzazioni sindacali attraverso l’unità d’azione” rispetto alla politica.

Il rapporto tra Sbilanciamoci! e il sindacato è di vecchia data, ricorda Marcon, e va nella stessa direzione indicata da Landini verso una riconversione ecologica dell’economia, verso nuovi consumi etici, una mobilità sostenibile, piccole opere di manutenzione del territorio, nuovo welfare inclusivo. “Questo governo non ha voluto discutere neanche con le organizzazioni del Terzo settore, in modo del resto poco difforme dai governi precedenti”. E ricorda anche le relazioni ricercate da Landini quando era segretario Fiom attraverso la Coalizione sociale con reti, associazioni, campagne. “Si tratta di fare massa critica, voi sindacati siete 12 milioni di iscritti ma anche noi associazioni rappresentiamo milioni di persone, come vedi una nuova alleanza?”

“Fondamentale sarà questa alleanza tra organizzazioni sindacali e forze della cittadinanza attiva perché c’è una domanda diffusa nel Paese che noi con Cisl e Uil individuiamo come in direzione di una contrattazione inclusiva di tutte le forme di lavoro, una contrattazione preventiva che non si limiti ai luoghi dio lavoro ma parli di un’idea di città e di rapporti sociali”. Questa procedura, spiega il segretario Cgil, dovrà basarsi anche su un cambiamento del sindacato. “Una nuova fase, che si apre con la manifestazione di sabato”.