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Un 25 aprile di pace

In ogni guerra chi la pensa diversamente viene messo all’indice anche se pensavamo che questa abitudine fosse stata superata dopo 70 anni di democrazia. Dopo la perfida Albione ora c’è la perfida Anpi. Piuttosto si dovrebbe vergognare chi in questi anni – nel mondo delle imprese che controllano giornali importanti in questo paese – ha […]

Dopo la marcia Perugia-Assisi del 24 aprile, la festa della liberazione è l’occasione per ribadire e rilanciare le ragioni della pace e della fine di ogni guerra. Anche per questo si batterono i partigiani durante la resistenza: per archiviare il fascismo e le follie belliciste che causarono milioni di morti sui diversi fronti battaglia, distruzioni e devastazioni ovunque.

La guerra è un crimine internazionale, contro l’umanità, e non è accettabile e va rifiutata sempre, anche quando si ammanta di aggettivi come “giusta” e “umanitaria” per rendersi più accettabile. Anche in Ucraina la guerra (e l’aggressione russa) non si ferma con un’altra guerra e inviando armi, che servono solo a prolungare il conflitto e a seminare maggiori distruzioni e a causare vittime innocenti. Il tema è come fermare la guerra e non come prolungarla, fare una pace accettabile per tutti – sapendo che nessuno sarà mai soddisfatto fino in fondo – piuttosto che vincerla (sempre che sia possibile) aggiungendo dramma a dramma.

Ecco perché non ci spieghiamo gli attacchi di queste settimane all’ANPI (in buona compagnia di tanti pacifisti messi nelle liste di proscrizione dai media), se non con la montante isteria bellicista che cataloga come traditore e complice del nemico chiunque avanzi una posizione diversa, una proposta di soluzione della guerra non omologata a quella dell’establishment politico e militare. In ogni guerra chi la pensa diversamente viene messo all’indice e aggredito con tutti i mezzi leciti o meno, ma pensavamo che questa abitudine fosse stata superata dopo 70 anni di democrazia. Dopo la perfida Albione c’è la perfida ANPI, mentre invece chi si dovrebbe vergognare è chi in questi anni  – nel mondo confindustriale e delle imprese che controlla alcuni giornali importanti in questo paese – ha fatto affari a più non posso con Putin.

I partigiani hanno combattuto anche per mettere al bando ogni guerra, rifiutandola, come fu scritto nell’articolo 11 della nostra Costituzione. Essere solidali con le vittime della guerra e dell’aggressione in Ucraina, sostenere i pacifisti russi che si battono contro Putin, affermare che l’espansione della NATO è una follia pericolosissima, ribadire che l’unica strada possibile è quella politica e del negoziato: anche per questo è giusto sfilare con l’ANPI il prossimo 25 aprile. 

I valori della resistenza sono i valori della pace. Solidarietà all’ANPI.

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