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Obama, primi passi e grandi attese

Atti simbolici e annunci concreti hanno segnato le prime 100 ore di Obama. Ma dove andrà adesso l’America? Materiali da un convegno dell’università di Padova

In quale direzione andrà l’America di Obama? Sarà in grado di uscire dalla crisi economica? Come cambieranno gli equilibri politici internazionali? La Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Padova ha organizzato nei giorni 14 e 15 gennaio, alla vigilia dell’ingresso in carica del nuovo Presidente degli Stati Uniti, un convegno internazionale dove si è discusso di politica, economia e relazioni con il resto del mondo con numerosi accademici americani.

Nadia Urbinati ha spiegato come Obama abbia ridato speranza ai suoi cittadini e Paolo Fabbri ha tratteggiato la sua immagine nel mondo. Jeff Madrick, Teresa Ghilarducci e Sonya Michel hanno affrontato l’eredità che lascia Bush in economia, analizzando le origini della crisi finanziaria e le possibili ricette per uscirne, rilanciand l’economia e ricostruendo il welfare.

Mario del Pero e Joe Guinan hanno esaminato le possibili opzioni di Obama per una nuova politica estera, in particolare per quanto riguarda il Medio Oriente, i rapporti con l’Europa e le questioni commerciali.

Infine, Alan Abramowitz e Larry Bartels hanno inserito le elezioni del 2008 nel contesto dei mutamenti demografici negli Stati Uniti, esaminando in particolare il ruolo dei giovani e delle minoranze. Andrew Calabrese ci ha spiegato cosa significhi far politica nell’era di YoutTube e di Facebook: una rivoluzione nella comunicazione politica che durerà nel tempo.

Le analisi di lungo periodo degli studiosi presenti a Padova permettono di inserire in un contesto non occasionale la lunga lista di atti simbolici che Obama ha compiuto fra martedì a mezzogiorno e sabato alla stessa ora, nelle prime 100 ore della sua presidenza, la chiusura di Guantanamo, il ripudio della tortura, la fine del blocco dei contributi alle organizzazioni internazionali che aiutano le donne a praticare la contraccezione nei paesi poveri, il rovesciamento della cultura del segreto e della menzogna che avevano caratterizzato l’amministrazione repubblicana.

Per favorire la circolazione dei materiali, l’Università di Padova metterà progressivamente i paper completi sul sito http://universityofpadua.blogspot.com/, dove si trovano anche alcuni podcast con gli interventi in lingua originale.

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