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Consigli di lettura: un viaggio nell’Europa di passaggio

Con la crisi ucraina ha fatto irruzione sul palcoscenico della geopolitica un nuovo tipo di conflitto: la guerra ibrida, ce la racconta Paolo Bergamaschi in TERRE D’ORIENTE. Viaggio nell’Europa di passaggio tra crisi e nuovi equilibri

TERRE D’ORIENTE
Viaggio nell’Europa di passaggio tra crisi e nuovi equilibri
di Paolo Bergamaschi
con la prefazione di Giuseppe Sarcina
Infinito edizioni

Con la crisi ucraina ha fatto irruzione sul palcoscenico della geopolitica un nuovo tipo di conflitto: la guerra ibrida. Crimea e Donbass sono un esempio di guerra non dichiarata condotta da un Paese, la Russia, contro un altro utilizzando mezzi non convenzionali. La Crimea è stata annessa alla Federazione Russa mentre il Donbass si sta trasformando in un conflitto irrisolto a bassa intensità, come quelli di Ossezia meridionale e Abkhazia in Georgia, Transnistria in Moldavia e Nagorno-Karabakh in Azerbaigian, di cui si racconta in questo sobrio e approfondito reportage giornalistico. Da più di vent’anni, dall’alba dell’indipendenza, Armenia, Azerbaigian, Georgia e Moldavia vivono in uno stato permanente di guerra-non-guerra che di fatto è un regime di sovranità limitata imposto da Mosca, cui ora si è aggiunta l’Ucraina. L’unico Paese del Partenariato Orientale ancora libero, per ora, da guerre è la Bielorussia del dittatore Lukašėnko, legato a doppio filo con Putin. Guerra congelata, guerra di propaganda, guerra ibrida. La pace sembra un miraggio per le terre di mezzo schiacciate fra Unione europea e Unione economica euroasiatica.

“In quella fascia di Paesi si è spostato il Muro. Non per proteggere il comunismo dal seducente luccichio dell’Occidente, ma per marcare quel territorio di competenza che il presidente russo Putin considera ‘vitale’. In molti di questi Stati, che Bergamaschi ha visitato decine di volte, vivono popoli inquieti che coltivano aspirazioni represse, in un clima di pericolo latente. Per loro e per la stabilità del mondo”. (Giuseppe Sarcina)

Con il patrocinio di Osservatorio Balcani e Caucaso e CoEur.

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