Intervista a Jeffrey Sachs, professore della Columbia University: “Trump ha rotto la tradizione neoconservatrice dell’espansione della Nato ad Est. Il leader di Kiev, fuori gioco: consigliato male da Biden e dagli europei. Sulla Palestina invece gli Usa continuano a sostenere la pulizia etnica di Israele”. Da Il Fatto
Ci sono buone ragioni per credere che il conflitto ucraino sia sulla buona strada per concludersi, ritiene Jeffrey Sachs. Il motivo è strategico: Donald Trump ha rotto la tradizione neoconservatrice a cui si è uniformata la politica estera degli Stati Uniti dagli anni 90, incentrata sull’espansione della Nato a est. Così, è la tesi di Sachs, si elimina la principale ragione di preoccupazione strategica della Russia. È meno certo, però, che lo stile trumpiano riesca a concludere l’oltre mezzo secolo di conflitto israelo-palestinese: “Mi sembra assai probabile che Trump proseguirà la politica disastrosa” di sostenere “la pulizia etnica e le colonie illegali di Israele”, dice l’economista e saggista della Columbia University. Con un caveat: quando si parla di politica estera di Trump, non va sottovaluto il suo “alto grado di improvvisazione”.