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Mobilitazione italiana per cambiare l’Unione

Il 9 luglio a Roma, un seguito immediato alle proposte formulate nel forum di Bruxelles del 28 giugno contro l’austerity

L’incontro del 28 giugno per un’«altra strada per l’Europa» a Bruxelles avrà un immediato seguito il prossimo 9 luglio a Roma con il forum «Uscire dalla crisi con un’altra Europa» (alla Casa delle donne, per info: www.sbilanciamoci.org): l’obiettivo del forum promosso dalla Green European Foundation e da Sbilanciamoci è quello di sostenere la mobilitazione in Italia per un cambio di rotta a Bruxelles. L’agenda del 9 è fitta come la platea degli ospiti: i leader delle più importanti associazioni italiane, la leader della Cgil e delle organizzazioni politiche del centro sinistra. Contro l’austerity – una sorta di «continuazione del neoliberismo con altri mezzi» – e le oligarchie economico-finanziarie, è necessario un nuovo modello economico e sociale fondato sull’equità, la sostenibilità ambientale, la democrazia. Quello che va costruito è un cambio di rotta delle politiche europee sin qui seguite, che hanno aggravato la crisi e la recessione in molti paesi e hanno impoverito gran parte delle popolazioni. Invece dell’austerity serve un piano straordinario di investimenti pubblici a sostegno del lavoro, dei redditi di un new deal sociale ed economico capace di far ripartire l’Europa.Le politiche europee in questi mesi hanno fatto felici i mercati finanziari e le banche. Fino ad oggi Bruxelles ha «lisciato il pelo» ai mercati, mentre avrebbe dovuto fargli «il contro pelo» mettendo un freno alla speculazione, introducendo regole e vincoli, gestendo il debito pubblico con un ruolo diverso della Bce e l’uso di strumenti come gli eurobond o il bilancio comunitario. Le proposte uscite ieri al forum del 28 e che saranno discusse nell’iniziativa del prossimo 9 luglio sono articolate e specifiche. Tra queste: fare del Bce un prestatore di ultima istanza, mettere al bando i prodotti finanziari più speculativi, ripubblicizzare una parte del sistema bancario, mettere una «tassa sulla ricchezza», introdurre gli eurobond, mettere il bilancio comunitario a garanzia dei debiti dei paesi più esposti, finanziare con almeno 500 miliardi di euro un piano di investimenti pubblici per un New Deal ecologico e per il lavoro.Una mobilitazione che dopo Roma porterà i movimenti ad incontrarsi dal 7 al 9 settembre a Capodarco per la X edizione della «controcernobbio» e poi a Firenze a novembre per il X anniversario della I edizione del Forum Sociale Europeo. Lo slogan di allora rimane oggi, a maggior ragione, sicuramente attuale: «Un’altra Europa è possibile». apparso su il manifesto del 29 giugno 2012