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Rompiamo la solitudine di Papa Francesco

Sarebbe di grande valore che qui ed oggi, dalle città e capitali europee, la voce di milioni di donne e uomini si unisse in questa prospettiva, si desse forza e desse forza alla pace. Papa Francesco. Nella sua solitudine, l’ha capito. Da Infinitimondi.

Bisogna davvero aver paura della situazione che ogni giorno che passa si determina, quasi per forza inerziale.

E’ in primo luogo il crescere dell’orrore, fino al limite dell’indicibile, come scriveva ieri in una bella e intensa riflessione il mio vecchio amico Nichi Vendola (https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/editoriali/1336935/urge-piantare-lalbero-di-una-nuova-umanita-disarmata-e-fraterna.html ): un indicibile per la difficoltà a definirlo ma anche il fatto che per come tu lo definisca gli togli qualcosa, non riesci a rappresentarne per intero la profondità, perché appunto, l’orrore, il male, può essere un pozzo senza fondo.

Gli eserciti si scontrano, uomini in arme si fronteggiano, ma non è guerra quella che porta a torturare, uccidere donne, uomini, bambini inermi.

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