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“Il futuro non si sTocca”! Una manifestazione nazionale a Ravenna

Rilanciamo l’appello della campagna “Il futuro non si sTocca – NO CCS”, che riunisce decine di realtà (tra cui Fridays for future Italia) sul tema della cattura e stoccaggio della CO2 nel Mar Adriatico, in vista della manifestazione nazionale del 12 maggio a Ravenna, in occasione dell’assemblea degli azionisti ENI.

Ogni era ha i suoi miti, o meglio, miti antichi adattati alle richieste del mercato. Con la promessa delle aziende fossili di compensare le emissioni – alias proseguire con attività inquinanti nascondendo una parte dei gas emessi – si apre una nuova era del Greenwashing.

Il mito lo scrive Eni prendendo ispirazione, a nostro avviso, dal mostro di “Loch Ness”.

Così il mostro di “Loch CCS” è una creatura meccanica dalla potenza leggendaria che nella sua tana sottomarina, nel mar Adriatico, trascina la CO2, estinguendo gli errori devastanti dei colossi energetici. Ma questo è quel che dicono, la leggenda contiene ben poche verità.

La creatura come viene narrata, non può esistere, e non ha eguali al mondo perché ogni suo simile si è rivelato spropositatamente costoso, inefficace, nonché complice di una logica nociva: continuare a estrarre idrocarburi e dichiararsi sostenibili solo perché una minima parte delle proprie emissioni viene reiniettata nei giacimenti, oltretutto per far risalire più velocemente nuovi idrocarburi.

Nel caso di Eni si tratta di metano: la compagnia possiede oltre 60 piattaforme offshore nel mar Adriatico, alle quali non intende rinunciare, senza dare spazio né a bonifiche né a produzioni energetiche rinnovabili.

Il CCS rimane leggenda anche perché Eni ha dimostrato trasparenza zero nella sua promozione; l’assenza di un progetto dettagliato o di garanzie rispetto all’occupazione, non aveva impedito all’azienda di ottenere l’inserimento del CCS tra i progetti da finanziare con i fondi europei del Next Generation EU. Nelle prime bozze del PNRR compariva sotto l’etichetta “transizione ecologica”, e non si può ancora escludere che verrà incentivato con gli stessi fondi.

Il CCS di Eni rallenta la reale decarbonizzazione, sottrae altri miliardi alla riconversione del nostro sistema energetico e apre la strada all’era dell’idrogeno, che con sé porta la costruzione di nuovi gasdotti e il potenziamento del monopolio energetico da parte di poche aziende dalla storia inquinata.

La contestazione della campagna “il futuro non si sTocca – NO CCS” si farà sentire in tutta Italia a partire da Ravenna.

Vorresti vivere nella città in cui vive il mostro di Loch Ness? E del Loch CCS? Vorresti vivere vicino a una creatura che potrebbe inaspettatamente risvegliarsi con la forza di un terremoto? Affideresti la riconversione ecologica a un’azienda leader nella devastazione ambientale?

Mercoledì 12 maggio sarà mobilitazione nazionale a Ravenna, in Piazza del Popolo dalle ore 17:00. Nella stessa data Eni terrà l’assemblea degli azionisti e tutta l’Italia sarà attraversata da proteste contro l’azienda.

Per tutte le info sull’evento: https://fb.me/e/66UCgF89i

Ucraina guerra Europa

 

 

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