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Promemoria

• L’ambiguità delle piazze francesi (9 gennaio 2015)Non si possono portare avanti due politiche opposte – l’accarezzare vecchie e ingiustificabili tendenze coloniali e la difesa dei valori repubblicani – come ha fatto il governo socialista francese, nel tentativo di mettere in campo un diversivo allo scontento popolare in tema di diritti dei lavoratori e di […]

• L’ambiguità delle piazze francesi (9 gennaio 2015)Non si possono portare avanti due politiche opposte – l’accarezzare vecchie e ingiustificabili tendenze coloniali e la difesa dei valori repubblicani – come ha fatto il governo socialista francese, nel tentativo di mettere in campo un diversivo allo scontento popolare in tema di diritti dei lavoratori e di politica economica

• Art.18 La mutazione genetica del Pd (7 ottobre 2014)

• Hollande e Renzi. La trasformazione finale (26 settembre 2014)Sono bastati una riunione dell’Ecofin e l’ammonimento di Draghi per far abbassare la cresta a Francia e Italia, e ridurre a zero le ambizioni della campagna elettorale di Hollande e della non campagna di Renzi • Ucraina, genesi di un conflitto (29 giugno 2014)Stampa e Tv disegnano il quadro di un’Ucraina povera ma democratica che si dibatterebbe nelle grinfie dell’orso russo che, dopo avere strappato la penisola di Crimea, se la vorrebbe mangiare tutta. Ma la storia dei rapporti tra Russia e Ucraina è tutt’altro che lineare. E l’Europa sembra avere dimenticato storia, geografia e politica • I patti clandestini del governo Renzi (25 giugno 2014)La democrazia italiana ha un sistema di regole che in questo momento appare quanto mai irriso e confuso. C’è un livello politico di accordi fuori sistema che tuttavia valgono più degli accordi formali. E così riformare la Costituzione è diventato più semplice che far votare una legge • Hanno ragione i 14 senatori Pd (13 giugno 2014)di Rossana Rossanda , Valentino Parlato Desideriamo esprimere il nostro appoggio a Corradino Mineo e ai 14 senatori sulla elettività del Senato e nel medesimo tempo obiettare al senatore Zanda la contraddittorietà fra le sue dichiarazioni, la prima relativamente alla inesistenza di una elezione su mandato, la seconda sul preteso obbligo di disciplina al proprio gruppo in Commissione. • Tutte le ombre del voto europeo (10 giugno 2014) Lo spostamento a destra del Parlamento europeo ha di fatto annullato lo spazio politico per la candidatura di Tsipras a guidare la Commissione Ue. Mentre in Italia è fallito l’obiettivo della Lista Tsipras di utilizzare la campagna elettorale come un cantiere per tentare una riunificazione di tutti i frammenti delle sinistre radicali • L’Europa di oggi (28 maggio 2014)Il parlamento europeo si è spostato a destra e resterà incollato più che mai alla linea di questi ultimi anni, garante il Ppe. Oggi come oggi l’Europa è questa, una miscela in cui gli umori restano quelli che erano e non si sono affatto rielaborati e tantomeno fusi in un crogiolo per mancanza di qualsiasi fiamma • La democrazia atona (7 aprile 2014)L’assegnazione di Silvio Berlusconi ai servizi sociali sdogana politicamente il cavaliere, che potrà tranquillamente fare campagna elettorale per le elezioni europee. Un’atonia democratica regna sovrana. E copre anche gli sbeffeggiamenti del ministro Boschi contro i giuristi “sabotatori delle riforme” • Lezioni francesi (4 aprile 2014)Il secondo turno delle municipali ha confermato il successo del Front Nationale. Il bipolarismo è stato sconfitto dall’estrema destra, mentre a sinistra ha prevalso il risentimento e con esso il desiderio di punire Hollande. Come in Italia è successo con il Movimento 5 Stelle • Batosta francese (25 marzo 2014)Il Fronte nazionale di Le Pen non solo è diventato dove presente il primo partito ma ha respinto il Partito socialista, in testa alle presidenziali due anni fa, al terzo posto. Rifletteranno le teste della Ue all’evidenza che l’Europa monetaria e rigorista riporta in vita l’estrema destra per la prima volta nel secondo dopoguerra? • Giro di boa per il Pd (25 febbraio 2014)Affermare – come ha fatto Matteo Renzi nell’introduzione alla nuova edizione di “Destra e sinistra” di Norberto Bobbio – che il Pd non intende più collocarsi a sinistra conclude l’ultimo giro di boa del partito democratico. Simbolico, ma fa impressione che questo arrivi proprio quando in Italia si superano i 4 milioni di senza lavoro • Il Cavaliere piangente (7 agosto 2013)È stato assai benevolo l’ascolto dello show di Berlusconi sabato scorso da parte del Colle e di Palazzo Chigi, Napolitano e Letta, seguiti da tutta la stampa hanno sentito solamente che il Cavaliere non intende far cadere il governo. • Partiti o comitati elettorali? (31 luglio 2013)La requisitoria contro i partiti, fatta propria da amici carissimi oltre che cittadini specchiati, come Marco Revelli, è approdata sul loro esponente più fragile, il Partito democratico, dimostrando che l’esito ne è la trasformazione del partito in semplice comitato elettorale. • Spie, servizi, affaristi e dissidenti (16 luglio 2013)Non faccio parte di coloro che si scandalizzano per il cosiddetto “datagate”. Da che esistono gli stati, uno spia l’altro, anche servendosi di persone illustri – Giordano Bruno spiò per l’Inghilterra – giacché sa passare le notizie soltanto chi ne ha accesso e ne comprende la portata. • Perché cambiare la Costituzione? (6 giugno 2013)Perché avviarsi in gran fretta verso la riforma costituzionale? Perché non sono più le leggi a uniformarsi alla Costituzione, ma è questa a doversi piegare ai dettati neoliberisti. E l’ossessione “governabilità” guida la nuova legge elettorale. Dietro le “larghe intese”, il ridisegno costituzionale calpesta la democrazia • Il non voto e le larghe intese (30 maggio 2013)Il pasticcio, e le polemiche di questi giorni, sulla riforma della legge elettorale sono la cartina di tornasole di quella scarsa credibilità della politica che è alla base dell’astensionismo montante. E la prossima volta è possibile che non vadano a votare nemmeno coloro che alle scorse elezioni sono andati • Napolitano e il brivido delle larghe intese (23 aprile 2013)Il neopresidente Napolitano impone le larghe intese con Berlusconi e bacchetta tutti tranne lui nel suo discorso d’insediamento. Che suscita l’entusiasmo generale, Sel e grillini esclusi. Ora anche il governo si farà sotto il dettato di Napolitano • Appunti sul Quirinale, cadono le larghe intese (19 aprile 2013)La sconfitta di Marini ha brutalmente smentito la segreteria del Pd e ha fermato il progetto di unità nazionale con Berlusconi. Per il Quirinale, una corsa all’insegna dell’improvvisazione • L’eterno ritorno di Berlusconi. E chi lo rende possibile (2 aprile 2013)L’attacco a Bersani perché non si presentasse alle Camere, il “piano B” con Berlusconi tornato protagonista, secondo il copione del Quirinale. Tra una sinistra subalterna e la storica mancanza, in Italia, di una destra almeno formalmente democratica, scivoliamo lungo una deriva mortale per la nostra fragile democrazia • L’io e la società, senza la politica (21 dicembre 2012)È diventato di uso comune dire che la politica è stata divorata dall’economia, intendendo con questo che essa non ha più il potere di decidere su temi economici, come i conti pubblici, i movimenti dei capitali, l’ingigantimento della finanza, le direzioni di investimento • L’anno perduto tra Berlusconi e Monti (15 dicembre 2012)È bastato che Silvio Berlusconi si riaffacciasse sugli schermi, col volto mal tirato in su – ci sono limiti, non fosse che d’età, al rifacimento dei tratti – perché l’Italia corresse a rifugiarsi sotto l’ala di Mario Monti. O l’uno o l’altro, tertium non datur • Dopo le primarie, reinventare la politica (30 novembre 2012)Le primarie del Pd obbligano a riflettere. Prima di tutto sulla infondatezza del ritornello secondo il quale gli italiani ne avevano abbastanza della politica e dei suoi riti, sommo dei quali sembrano le elezioni. • Un anno dopo, Monti e a capo (23 novembre 2012)È giusto un anno che il parlamento italiano, auspice il presidente della repubblica, si è consegnato mani e piedi a un illustre “tecnico” e al governo da lui interamente scelto (se no non avrebbe accettato l’incarico) per smettere con le fanfaluche politiche e risanare i conti del nostro bilancio, primo fra tutti l’indebitamento. • Ritorno a Firenze. Oltre il muro liberista (2 novembre 2012)Le attuali politiche dell’Europa sono indifendibili, un’altra rotta è obbligatoria. Come passare dalla protesta alla proposta e all’unione su una politica diversa. Vero antidoto all’astensione e al grillismo • L’Europa difficile (3 luglio 2012)Nel nostro forum «Un’altra strada per l’Europa» del 28 giugno a Bruxelles, la prima sessione ha avanzato delle proposte in larga parte convergenti sui limiti da porre al dominio della finanza e alle banche, e sugli interventi d’emergenza per i paesi colpiti dalla speculazione. Come è noto, il Consiglio europeo, che si svolgeva in contemporanea, ne recepiva una parte minima • Un’altra Europa, le nostre misure (27 giugno 2012)Anche noi a Bruxelles. In parallelo al Consiglio d’Europa, il forum internazionale organizzato da Sbilanciamoci con il manifesto e una rete di movimenti, esperti e associazioni. Proposte per salvare l’Europa cambiando rotta, mentre quella dei potenti va verso il naufragio. L’articolo di Rossanda, e tutte le info per seguire il forum • Gallino sul conflitto capitale/lavoro (27 aprile 2012)Con un titolo provocatorio, parole che le ex sinistre italiane non hanno il coraggio di pronunciare, Luciano Gallino ha chiamato il suo ultimo libro La lotta di classe dopo la lotta di classe (Laterza, pp. 212, euro 18). Quante volte sentiamo dire «la lotta di classe» non c’è più? Non esistono più le classi sociali? Non ci sono più una destra e una sinistra? • La rotta d’Europa, tre riflessioni urgenti (13 dicembre 2011)La crisi del capitalismo non ha antagonisti: il 99% delle persone ne è vittima, ma la metà di queste non lo sa. Come interpretiamo la crisi e la sua dimensione politica? Che fare? Quali proposte “riformiste” possono fermarla e cambiare direzione allo sviluppo? Quali forme della politica possono emergere, tra declino dei partiti e difficoltà dei movimenti? • L’Europa e noi, tra passato e futuro (12 novembre 2011)Dalle radici dell’idea europea al vizio originario dell’euro, che presenta il conto con la crisi attuale. Cosa può fare la politica? Le conclusioni di Rossanda al forum “La rotta d’Europa”, che ha sviluppato alcune prime proposte possibili, contro le tendenze criminali della finanza, l’ineguaglianza crescente, il rigore che si accanisce su chi ha meno • L’Unione che serve. Intervista a Giuliano Amato (30 agosto 2011)L’azzardo del ’92, la fase “magica” dell’euro, la crisi. “Oggi è evidente che senza una più forte integrazione economica e politica la moneta da sola non può funzionare”. Ma con gli eurobond qualcosa potrebbe cambiare. “Il problema non è la Germania ma il governo che ha” • Le crisi senza Unione (19 luglio 2011)Il progetto europeo è davvero al collasso? L’Europa è ancora in grado di offrire una nuova prospettiva di sviluppo ai suoi cittadini? Con questo articolo di Rossana Rossanda, Sbilanciamoci.info e il manifesto aprono il dibattito sul progetto di costruzione dell’Europa