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La gratuità dell’università, una questione di qualità

Dopo anni di politiche che hanno svuotato l’università pubblica di risorse e ne hanno alterato la funzione sociale, occorre più che mai una riforma complessiva che parta dalla gratuità e da una nuova università per una reale democratizzazione della società, contro l’esclusione e le disuguaglianze

Dopo anni di politiche che hanno svuotato l’università pubblica di risorse e ne hanno alterato la funzione sociale, occorre più che mai una riforma complessiva che parta dalla gratuità e da una nuova università per una reale democratizzazione della società, contro l’esclusione e le disuguaglianze.

È stato detto fin dalle mobilitazioni contro la riforma Gelmini che ha reso l’università fabbrica di disuguaglianze e palestra di precarietà. È stato detto nelle mobilitazioni e nelle battaglie per il diritto allo studio, depositando in parlamento “All In! – per il diritto allo studio“, la proposta di legge supportata da oltre 50.000 firme, per contrastare il progressivo aumento delle tasse e lo smantellamento del welfare studentesco universitario.

Al di là della fase elettorale in cui s’inserisce la proposta nel dibattito, un breve periodo fatto di promesse e di proclami, crediamo sia ancora più importante continuare questa lotta di civiltà e ripartire dalle parole e dalle mobilitazioni che i movimenti studenteschi hanno animato in Italia e in giro per il mondo.

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