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Editoriali

Un’altra economia per un’altra Europa

Il modello su cui sono state costruite le politiche economiche dell’Unione europea va archiviato. E il paradigma dell’Unione monetaria è iniquo e insostenibile. Alla vigilia delle elezioni del 26 maggio, il Rapporto Euromemorandum 2019 indica le alternative per rifondare l’Europa.

Economia: il governo cambi rotta

Le stime dell'Unione europea sulla nostra situazione economica sono molto negative e preannunciano l’apertura di una procedura d’infrazione: aumenta la disoccupazione, cresce il debito pubblico, calano i consumi, ristagna il Pil. È urgente invertire la rotta, adottando ricette radicalmente diverse rispetto a quelle del governo.

Movimenti del terzo settore sotto attacco

Sabato scorso l’Avvenire ha opportunamente dedicato due pagine all’attacco che il terzo settore (e i diritti sociali che rappresenta) sta subendo da questo governo. Non solo il terzo settore, ma tutti i corpi intermedi e con essi i movimenti, il sindacato, le associazioni, la società civile – quella indipendente – che si organizza.

Il diritto del finanzcapitalismo

Scontro tra due concezioni del diritto: da un lato il costituzionalismo, dall’altro il diritto del finanzcapitalismo, che esprime la nuda materialità dei rapporti di forza.

Il Governo e il DEF, poche idee ma confuse

Un documento “reticente e interlocutorio”: questa la valutazione da parte di Sbilanciamoci! del DEF 2019. E mentre rimangono insoluti i nodi della sterilizzazione delle clausole di salvaguardia e della (pessima) flat tax, non ci sono risorse né interventi su lavoro, disuguaglianze, ambiente e giustizia fiscale.

Un Def che fa tornare indietro il paese

Nelle prossime ore il Governo trasmetterà alle Camere il Documento di Economia e Finanza, e non si può che essere molto preoccupati: non c’è alcuna misura di rilancio dell’economia per il 2020. Tutto ciò che non va nel Def, e ciò che si dovrebbe fare per rilanciare il Paese.

Bloccare gli F-35 si può

La Legge di Bilancio 2019 non blocca i finanziamenti per gli F-35. E le spese militari non diminuiscono, anzi, aumentano del 2%: quest’anno spenderemo 460 milioni in più per le armi. E tra poche settimane dovrà essere pronto il Documento programmatico pluriennale per la Difesa 2019-2021. Speriamo che sugli F-35 non finisca come con la Tav. Altri 12-13 miliardi di euro (in realtà sono molti di più) spesi per caccia d'attacco, sarebbe un assurdo logico. E non esiste penale.

In ricordo di Paolo Dieci

La morte di Paolo Dieci nel disastro della Ethiopian Airlines lascia un grande vuoto nel mondo della cooperazione e della solidarietà internazionale. Presidente del CISP e della rete di ong Link 2007, Paolo ha maturato nei decenni un impegno, una grande esperienza e una conoscenza sul campo dei problemi della cooperazione, del rapporto Nord-Sud, del volontariato internazionale.

Indicatori di benessere: evitare la retorica

Il PIL non è più sufficiente a misurare il benessere di un Paese. Servono strumenti nuovi: dall'impronta ecologica all'indice di felicità, dall'ecosistema urbano alla qualità regionale dello sviluppo di Sbilanciamoci! Ma il BES rischia di diventare un gadget delle politiche di bilancio, uno strumento di marketing con il quale avvalorare una retorica di governo della quale possiamo volentieri fare a meno.

Non è l’autonomia che ci serve

Nelle segrete trattative di Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna con il governo vengono definiti in questi giorni gli accordi sulla concessione di autonomie regionali ulteriori – tra cui l’istruzione di ogni ordine e grado – rispetto a quelle previste dalla Costituzione. Come se fosse in gioco una contrapposizione tra cittadini del Nord e del Sud, piuttosto che tra alto e basso della piramide sociale. A noi studenti non serve un’autonomia che crea disuguaglianze, vogliamo pari diritti sociali e una democrazia partecipativa.

Una recessione annunciata

La Campagna Sbilanciamoci! l'aveva detto quando è stato presentato il Rapporto della Controfinanziaria alla fine di novembre: la recessione era dietro l'angolo. Ora, con le nuove previsioni dell'Istat sulla crescita del Pil nel quarto trimestre, quella previsione - purtroppo - è diventata realtà. E il governo ci ha messo del suo.

Auguri Maurizio, auguri sindacato

La Cgil – insieme agli altri sindacati – con Maurizio Landini può dare un contributo importante nella costruzione delle proposte e della mobilitazione per cambiare la rotta sbagliata che è stata seguita in questi anni. Il sindacato insieme a movimenti, campagne e terzo settore può avere un ruolo fondamentale: per il cambiamento e per contrastare le politiche sbagliate di questo governo.

Una manovra bis all’orizzonte

A tre settimane dal varo della Legge di Bilancio, già mancano all'appello 5-6 miliardi di euro, ed è probabile che a primavera, dopo le europee, arrivi una manovra correttiva. La situazione internazionale non è rosea. Ma il governo ci ha messo del suo facendo il contrario di ciò che si sarebbe dovuto fare.

Partita male, finita peggio

Alla fine la Legge di bilancio risulta una pezza a colori: oltre all'espropriazione delle prerogative democratiche del Parlamento, le previsioni di crescita sono inattendibili (e già sono state ridotte dall'1,5% all'1% in poche settimane) e con la spada di Damocle dell'aumento dell'IVA la manovra risulta un oggetto non identificato. Recessiva per il 2020-21 per ammissione dello stesso governo.

Douce France

La ribellione dei gilets jaunes nasce dal costo del carburante ma guardando il film di Agnés Varda sembra di vedere il prequel di questo racconto di una umanità radunata di sabato in sabato nei round-point della Francia per avere un ascolto, esistere, persone che si sentono esposte e non protette, immigrati inclusi.

Caro governo, non ci siamo proprio

I conti cambiano ma sempre non tornano. E i 18 miliardi di privatizzazioni sono un inganno mentre su "reddito di cittadinanza" e "quota 100" non è chiaro né quando né come saranno attuati. Sul lavoro si continua a sperare di crearne con agevolazioni fiscali, mai funzionato. Si confonde il welfare con una card, non si investe in scuola, università, ricerca, gli F35 restano lì. Sbilanciamoci! presenta le sue 101 proposte per una vera manovra del cambiamento da 38 milioni di euro tra entrate e uscite, senza sforare il deficit.

La vera manovra del cambiamento

Martedì 27 presentiamo la nostra controfinanziaria in alternativa a quella del governo, sbagliata e contraddittoria. La campagna Sbilanciamoci! propone una manovra da meno di 39 miliardi senza aumentare l'indebitamento e il rapporto deficit-pil, sterilizziamo le clausole di salvaguardia. E troviamo risorse per investire in welfare, ambiente e diritti con una politica di giustizia fiscale (tobin e digital tax, patrimoniale, rimodulazione in senso progressivo dell'Irpef, ecc) che fa entrare nelle casse dello stato più di 24,5 miliardi e permette di ridurre le tasse ai due scaglioni più bassi di reddito.

La Marcia

Il difficile voto di metà mandato ha costretto il presidente americano a difendere il proprio fortino assediato, nel modo che sa, con le armi che conosce; così ha utilizzato i fatti del giorno. La politica estera non lo appassiona, a parte qualche angheria all'Iran. Ma ha incontrato la Marcia: un popolo senza lavoro, senza beni, senza soldi e senza cibo, senza capi né percorsi stabiliti. Senza un domani, in patria, uomini, donne, bambini in cammino verso il Nord del confine "americano" che si prevede raggiungeranno chissà quando.

Una manovra senza qualità

Non c'è solo la riscrittura della bozza di manovra chiesta dalla Commissione. Per poter leggere nel dettaglio il testo della legge di bilancio, ancora non presentato alle Camere, dovremo aspettare ancora un bel po'. E sappiamo che è negli aspetti tecnici, nei dettagli, che vanno misurate promesse e intenzioni. Le avvisaglie non sono buone.

L’occasione persa della NADEF

Poteva essere una NADEF di cambiamento radicale. Ci aspettavamo trasparenza e chiarezza. Arriva invece un testo composito di esigenze giustapposte senza un filo conduttore: un’occasione persa in tutti i campi
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